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Gerry Bruno ed i Brutos |

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Aneddoti |
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Il viaggio era stato molto lungo e faticoso: Milano – Basilea – Francoforte – Hannover – Amburgo – Copenaghen Malmo – Stoccolma. No no, non in aereo, in treno! Eravamo agli inizi, e anche se ovunque andassimo il successo era sempre garantito, per ciò che riguardava la parte economica c’era ancora molto da fare…D’altra parte non era facile a quei tempi fare volare cinque persone che con l’impresario diventavano sei, e che qualche volta, con qualche fidanzata o amica di turno, diventavano la metà di mille. E poi c’era uno di noi, non dirò chi (Elio Piatti) che aveva letteralmente terrore di tutto ciò che si alzava da terra anche di pochi centimetri, ma che, dopo quel viaggio d’andata massacrante, al ritorno, dopo due mesi di Svezia, pensò bene di prendere l’aereo anche lui per ritornarsene a casa. All’arrivo a Stoccolma dopo 48ore di viaggio attraverso mezza Europa, ad attenderci, anche se da noi la primavera era già cominciata da una decina di giorni, c’erano 2 gradi. Fortunatamente eravamo tutti provvisti dei nostri famosi cappottini di cachemire e quel freddo così intenso non si fece sentire più di tanto. Il primo impatto però vuoi per la stanchezza, vuoi per la sistemazione negli Hotel, vuoi ancora per la difficoltà di comunicazione, non fu dei più felici. Nessuno di noi all’epoca parlava l’inglese né tantomeno, figuriamoci, lo svedese e quindi anche la più semplice delle operazioni come quella del mettersi a tavola per mangiare un boccone diventava un grosso problema. Appena sfatte le valigie andammo subito alla ricerca di un ristorante prima che si facesse l’ora delle prove al locale, che era stata fissata per le ore 15.00. Scegliemmo il primo a caso, tanto, ci dicemmo, per mangiare una bistecca e due patate fritte basterà dire: “PLIS UAN STEK END POTETO FOR FAIV” almeno questo lo sapevamo dire. E invece ad Aldo, al momento della comanda, gli viene in mente la brillante idea, visto il gran freddo che faceva, di ordinare, prima delle bistecche, un pò di BROD bello caldo tanto per cominciare. Dopo circa mezz’ora, in attesa delle bistecche e dopo esserci mangiati tre chili di PANE a testa chiediamo alla cameriera che fine avessero fatto le nostre bistecche, e lei candidamente che ci risponde:”No more BROD?”(Brod in svedese significa pane). Sta di fatto che, comunque, la nostra bistecca riuscimmo mangiarla anche se, devo dire, con poco appetito. Arrivati al locale un’altra delusione! Noi che fino a quel momento avevamo lavorato nei luoghi più disparati e nelle condizioni anche delle più disagevoli, la lunga gavetta fatta in avanspettacolo, nei teatri del dopoguerra che ci avevano insegnato a non andare giù tanto per il sottile, non ci saremmo mai aspettati però di dover lavorare in un ristorante, sia pur di lusso ma pur sempre un ristorante, dove mentre tu stai cercando di far ridere il commensale, un cameriere con un pollo arrosto ti passa davanti magari stappando rumorosamente dopo qualche secondo anche una bottiglia di Champagne! E poi anche il locale fatto ad “elle”, con il palco piazzato proprio nell’angolo di novanta gradi e tu che di fronte ti trovi, invece del pubblico, uno specchio e bel quadro raffigurante una natura morta! E poi, come se non bastasse, l’orchestra che ci doveva accompagnare, dulcis in fundo, era un’orchestra…d’archi! Ce n’era abbastanza di che incavolarsi..ma tant’è, alle 23,30 dopo la sigla d’apertura dello show con “Le 12 Gambe 12” delle meravigliose “6 Bluebell 6” e dopo l’attrazione di turno composta dal solito ventriloquo con cornacchia parlante…”Ladyes and Gentlemen We are very proud to present the Star of our Show!... From Italy…. “ The Five Brutos”!!! |
Un successo strepitoso—BERN’S Restaurant, Stoccolma 1 aprile 1960 |