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Gerry Bruno ed i Brutos

Aneddoti

Il grande produttore di Musical americano Charlie Henchis aveva avuto modo di vederci all’opera nel mese di gennaio del 1960 in occasione del nostro primo ingaggio all’Olympia di Parigi con Georges Brassens e Lola Flores. Rimase talmente colpito dal nostro numero, così “fuori dagli schemi europei”, che volle immediatamente scritturarci per un suo spettacolo che da li a pochi mesi avrebbe prodotto per il Dunes di Las Vegas,  Star la biondissima grande diva americana Diana Dors. Si mise in contatto con le grandi agenzie europee e nel giro di poche telefonate, attraverso la famiglia Marouani, (10%) con sede a Montecarlo e con cui per l’estero noi lavoravamo in esclusiva, riuscì , attraverso il nostro manager il Comm. Aldo Zanfrognini (17%) a trovare un accordo finanziario soddisfacente per tutti noi compreso anche quello di un piccolo agente locale americano(5%)   

che puntualmente sarebbe venuto a trovarci nei camerini ogni settimana per chiederci solo come stavamo. Partenza fissata l’otto giugno con debutto 13.06.1960. Ah! Dimenticavo il piccolo obolo settimanale pro-sindacato lavoratori dello spettacolo, l’ A.G.V.A.: un altro bel 5% che se ne andava dalla nostra paga e che purtroppo non avremo mai più rivisto. Ma sapete com’è, De Coubertin diceva :”L’importante è partecipare”…(Onde evitare di farvi fare calcoli rocamboleschi, fatta base 100, alla fine ad ognuno di noi restava in tasca 12,50. Questo all’estero. Per l’Italia , senza l’agenzia, qualcosina in più; ma è evidente che se mai qualcuno avesse pensato che con il nostro lavoro ci si poteva anche arricchire, e beh!..lasciatemelo dire, si sbagliava di grosso!).

Non nego che le nostre vite, almeno per 10 anni, siano scorse parallele all’agiatezza con tutti i benefit che l’essere un numero uno comporta, ma bisogna anche tener conto che , a differenza di chi canta, per esempio, o di chi compone musica o testi per un disco di sicuro successo, e che riuscirà quindi ad entrare in una qualsiasi Hit Parade musicale per almeno sei mesi, noi, al loro confronto, eravamo solo dei semplici e onesti lavoratori del palcoscenico. Purtroppo in questo mestiere “la comicità visuale” non si è mai potuta depositare alla SIAE. E quindi, di poter acquisire, come per alcuni cantanti, i diritti canori-autorali ogni sei mesi, non se ne è mai potuto parlare. Si certo, qualche 45 giri all’epoca lo incidemmo anche noi, ma capirete che il nostro pubblico, che non s’accontentava solo di sentirci cantare, quanto soprattutto nel vederci cantare, ci obbligava a continue e costosissime trasferte fatte di viaggi aerei, auto costose, hotel di lusso, abiti sartoriali…insomma tutte quelle cose di cui una star non può certo fare a meno, per rimanere, come si dice “sulla cresta dell’onda”. E quindi, come disse quell’accanito giocatore che in una sera aveva perso casa, moglie, figli, onore, insomma  tutto al Casino: “Huei non c’ho più manco un centesimo ma si son divertito tantissimo!”…Ma, a proposito di Casino, ritorniamo al Dunes Hotel di Las Vegas e al nostro simpatico produttore dello spettacolo intitolato “La Parisienne” Charlye Henchis, il quale, come vi dicevo, dopo molte peripezie, era riuscito ad ingaggiarci per sei settimane con una opzione di quattro mesi, con data da destinarsi, nella stessa Las Vegas, con prosieguo di contratto per Miami Beach, al Carillon Hotel, per altre sei settimane e due apparizioni all’Ed Sullivan Show di N.Y. nell’arco di due anni. Felice finalmente di fare conoscenza con ognuno di noi Charlye Henchis ci ricevette nel suo ufficio del Dunes Hotel per darci alcuni consigli e parecchi ragguagli sul comportamento che avremmo dovuto mantenere durante tutto l’arco della nostra permanenza a Las Vegas, sia all’interno dello spettacolo, sia sul palcoscenico, sia nello backstage che nella vita privata. E con un linguaggio molto più vicino a Martin Scorsese che a quello di William Shakespeare cominciò con l’elencarci una serie lunghissima di divieti che, pena salatissime multe, avremmo dovuto rispettare nel corso dell’intera durata della nostra permanenza nell’interno del suo spettacolo.

Qui non è como l’avantispettacolo in Italia!
Dunes Hotel, Las Vegas 3 agosto 1960