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Gerry Bruno ed i Brutos

I Brutos - Biografia

Gruppo comico-vocale formato in origine da ETTORE BRUNO detto “Gerry Bruno (Torino, 1940), GIACOMO “JACK” GUERRINI, (Torino, 1937), ELIO PIATTI (Milano, 1926), ALDO MACCIONE, (Torino, 1936), GIANNI ZULLO (Matera, 1920). Cominciano come dilettanti verso la metà degli anni Cinquanta, esibendosi ciascuno per proprio conto nelle sale da ballo della periferia torinese. Solo Guerrini e Bruno, abitando nello stesso palazzo, conoscendosi già da tempo, insieme, formavano una coppia sullo stile “Jerry Lewis & Dean Martin”. Fu l’impresario Aldo Zanfrognini, in cerca di nuovi talenti, a riunirli e scritturarli per la rivista “Il teatro dei pazzi” che andò in scena al teatro Alcione di Torino nel 1959. All’inizio i cinque, vestiti con enormi pigiama a strisce bianco e nere, dicevano poche battute, poi un giorno (anzi, una notte, durante le prove) messi alle strette dal loro impresario, ebbero l’idea di far cantare un brano romantico al “bello” della compagnia, Giacomo “Jack” Guerrini, mentre loro, i “brutti”, facevano smorfie orribili e coretti (intonatissimi) storpiando il testo originale della canzone.

Gli inizi

Il nome del gruppo fu involontariamente inventato dalla donna delle pulizie che, presentandosi alle dieci del mattino per adempiere ai suoi doveri quotidiani, incontrando i cinque, stravolti dalla nottata in bianco, sbottò in un approssimato piemontese: “ ai sève tant simpatic ma ai sève anca tant brutt”(siete molto simpatici ma siete anche tanto brutti!). Ed è cosi che quella stessa sera, sempre al teatro Alcione di Torino, nascevano I BRUTOS. Il successo fu immediato, ma ci vollero  diversi mesi prima che qualcuno di “importante” si accorgesse del loro talento. Fu grazie alla caparbietà del loro manager Aldo Zanfrognini, che credeva fortemente nelle capacità del gruppo, che I BRUTOS, a spese del medesimo, debuttarono, il 4 agosto del 1959, prima in una nota sala da ballo di Riccione, la Villafiorita, deputata alle scritture di numeri internazionali, poi, sempre a spese dell’ostinato Zanfrognini, due settimane dopo, in quella che doveva essere la vera pista di lancio del gruppo: “La Casina delle Rose” a Villa Borghese in Roma. Da quel momento in poi le scritture e i contratti arrivavano da ogni parte del mondo. Dopo aver ottenuto il passaporto internazionale del successo, rilasciato dall’esigente pubblico del teatro Olympia di Parigi, (ci torneranno per ben sette volte negli anni a seguire)